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La semina intuitiva: osserva e interagisci.

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È autunno o come la chiamo io “la seconda primavera”. La Sicilia in questo periodo rinasce.

La calura estiva, rinfrescata dalle piogge, ricrea le condizioni idonee alla germinazione e, osservando bene la terra incolta, si possono vedere i germogli, alcuni appena spuntati altri già sviluppati, ed è interessante notare dove nascono quelli che hanno più successo.

Andando molto vicino mi piace guardare il tipo di terriccio in cui affondano la prima radichetta, quanti millimetri di foglie e rametti li ricoprono, le curve del terreno in cui si depositano con lo scorrere delle acque e come si posizionano rispetto alle altre piante, il sole o l’ombra che ricercano.

Le selvatiche sono delle vere maestre!

Mostrano come la ghiaia fine è adatta alla germinazione dell’inula o come l’hummus ombroso del bosco ospita meglio ortiche o come il farinello preferisce il pieno sole.

Ma come applicare questi preziosi insegnamenti alle nostre docili orticole? Come si seminerebbe il fagiolo in natura? E il pomodoro? Se fossi una pianta madre come farei ad assicurare che la mia discendenza proliferi? Che meccanismi userei?

eva polare permacultura corso salvaguardia semiPer rispondermi ho cercato di ‘essere seme‘, di identificarmi con il sacchettino di vita che tenevo tra le mani. Ho ascoltato con i sensi sottili la storia della pianta in potenza che il seme racchiude. Che tipo di radice avrei gettato? Che frescura o calore necessito per sentirmi pronto a spaccare il tegumento? E così via, dedicando minuti al silenzio, all’ascolto e alla visualizzazione.

Piano sento il calore del sole, la frescura del terreno, la pressione del fogliame che composta sopra di me. Sento l’umidità giusta per il primo assorbimento dell’ acqua, immagino di gonfiarmi, scaldarmi, trasformarmi….il processo continua, divento germoglio, foglioline, fusto….le temperature esterne mutano la mia crescita, il cibo mi supporta nel fare i boccioli, i fiori, i frutti, altri semi…..il frutto cade, si decompone. Io, nuovo seme, ormai nel freddo invernale, aspetto di ricominciare.

Certo ci vuole un po di esercizio per riuscirci ma è solo una capacità umana non allenata.

Ai corsi di salvaguardia dei semi pratichiamo insieme la meditazione ‘essere seme‘ per sviluppare la parte sensibile. Ormai siamo abituati a mettere tutto in categorie standardizzate, ma è proprio degli organismi viventi essere differenti.

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Eva Polare al Laboratorio “Conservazione riproduzione e salvaguardia dei semi” presso il Filo di Paglia di Comiso (RG)

La capacità di adottare un approccio intuitivo alla semina non esclude certamente il metodo razionale. È piuttosto un’integrazione, uno strumento differente per garantirci un posto nell’ecosistema.

Fermarsi ad ascoltare le esigenze del seme viaggiando con la propria ‘immaginazione’ ci prepara all’atto di seminare consapevolmente ed è un ottima scusa per rilassarsi un po!

Eva Polare e co-fondatrice di Sementi Indipendenti e Semi Nativi. Per seguire i suoi progetti, partecipare e divulgare:

Fb: Sementi Indipendenti
Web: www.sementiindipendenti.com

Fb: Semi Nativi
Web: www.seminativi.it


Iniziare la riproduzione.

Regole base per evitare ‘lo sterminio del primo anno’. Ovvero Assicurati un Raccolto e Usa Soluzioni Piccole e Lente

Eva Polare della Rete Permacultura Sicilia ci da nove suggerimenti pratici per evitare troppi insuccessi durante la semina alla luce dei principi di permacultura “Assicurati un Raccolto e Usa Soluzioni Piccole e Lente”. Badate bene: la semina non è una scienza esatta. Occorre qualche anno di osservazione accorta per riuscire a ‘sentire come un seme’.

semi antichi siciliani permacultura

Iniziare la riproduzione. Regole base per evitare ‘lo sterminio del primo anno’. Ovvero Assicurati un Raccolto e Usa Soluzioni Piccole e Lente.

La riproduzione delle sementi è un ciclo!

Non esiste un inizio e una fine. Semina, crescita, raccolta, conservazione è un mantra che continua all’infinito.

Per me tutto è iniziato però con il seminare; provare a trasformare il seme in pianta e, a dirla tutta, i primi anni di esperimenti per apprendere come seminare hanno portato allo sterminio di tanti tanti semi e piantine. Insomma, non tutti possono avere il pollice verde dalla nascita…ma tutti possiamo “coltivarlo”.

ciclo sementi eva polare seminativiChi si è già cimentato con il semenzaio sa bene che la semina non è una scienza esatta. Riprodurre le condizioni di germinazione da manuale per ogni tipologia di seme è quasi impossibile ed altrettanto impossibile è creare condizioni standardizzate per ogni tipologia di pianta (tranne in sterili laboratori). La sperimentazione necessaria a comprendere il microclima della propria campagna, semenzaio, davanzale di finestra o orto passa attraverso successi e fallimenti …ci vuole qualche anno di osservazione accorta per riuscire a ‘sentire come un seme’.

Questo non è un articolo su come seminare, si trovano molti tutorial e spiegazioni su questo; vorrei piuttosto trasmettervi 9 piccoli trucchi che di solito non sono menzionati.

Ecco nove suggerimenti pratici per evitare troppi insuccessi; quelli che farete saranno comunque importantissimi per imparare.

1. Se puoi vai da chi lo fa già

In Sicilia diciamo “Mettiti cù chiddi megghiu ì tìa e pagaci i spisi” (Mettiti con quelli meglio di te e pagagli le spese). Vale anche in questo frangente. Molti di voi avranno già studiato come seminare, ma vederlo e farlo con chi già semina con successo è uno dei modi più immediati di apprendere. Ricordando però che le condizioni di germinazione e crescita dipendono da molto fattori i quali cambiano da luogo in luogo.

semina successo eva polare2. Seleziona semi sani

Evita di seminare ciò che è danneggiato, ammuffito, malamente deformato o macchiato. Insomma seminare semi non sani si può fare nel caso in cui quelli a disposizione siano veramente pochi, evita di dover prestare cure ancora più specifiche di quelle che già i piccoli germogli necessitano.

3. Scegli la terra

Il terriccio di semina è importante; che sia leggero, friabile, spugnoso per mantenere tanta acqua.

Ricordiamo inoltre che semi hanno una scorta di cibo interna che è sufficiente dalla germinazione fino alla nascita di 3-4 foglioline vere. Dunque il terriccio di semina non deve essere troppo carico di nutrienti (che rischiano di bruciare il germoglio) ma piuttosto povero.

Per creare il terriccio giusto osserva bene da dove nascono i semi in natura, cerca le piccole nicchie di depositi di polveri fini e frammenti di foglie, i cumuli umidi di materia decomposta e impara.

4. Rispetta le temperature di germinazione e il periodo di semina

I primi tempi evitate di seminare fuori stagione, le primizie lasciatele ai contadini esperti per ora.

Quando il seme è impiantato nel periodo giusto sarà molto più facile portarlo a diventare una bella e sana pianta. Online troverete le tabelle con le temperature di germinazione, sono utilissime perché, indipendentemente dalla zona geografica, ti dicono la temperatura ideale per lo sviluppo di quella particolare pianta.

5. Meglio poche ma buone

Questo è piuttosto importante. Soprattutto le prime volte si tende a seminare molto più di quanto si riesca a gestire, sia in fase di germoglio che in fasi successive.

Si tende ad eccedere sia per numero di semi che per tipologia di varietà, mi spiego meglio…

sementi nativi eva polareLa gestione del semenzaio è un lavoro pari o maggiore alla cura di una pianta in crescita. Il semenzaio è energivoro, richiede cura costante per almeno un mese, per cui il mio consiglio, specialmente per il primo anno di sperimentazione, è di seminare meno di 10 varietà di semi e di ognuna di queste non più di 10 o 15 semini per volta (questo è davvero il massimo, cercate si seminare meno!!!). Ovvero se semino solo 15 pomodori a scocca, 10 peperoni a cornetto, altri 10 pomodori ma da salsa, 15 basilici, 10 tagete, ho più probabilità di portare a frutto con successo queste piante piuttosto che tante varietà in grande numero. L’abbondanza si potrà perseguire quando si ha più esperienza e si è trovato un modello di “produzione” efficace per il proprio microclima. Insomma meglio pochi e ben curati che tanti mezzi morti.

Sembra una banalità ma quando avrete 20 tipi di semi e li vorrete piantare tutti subito ricordate questo consiglio!

6. Semina rado

Se i semi sono freschi (prodotti nell’ultimo anno) la loro germinazione sarà efficace (per conoscere il livello di germinabilità dei tuoi semi puoi fare i test, cerca : come fare un test di germinazione. Youtube o google). Dimenticate quello che vi hanno detto al vivaio, tranne i legumi, i semi vanno seminati singolarmente. Evitate di mettere più di un seme per volta in ogni alveolo o, se in cassetta o vaso, seminatene meno di quelli che vorreste. Ogni seme compete con gli altri per luce , acqua e poi nutrienti. Se gli lasciate lo spazio ogni piantula crescerà bene e forte.

semi eva polare permacultura siciliaInizialmente mettevo 2-3 semi nello stesso buco, dovendo poi sacrificare l’eccesso…questo è uno spreco di seme, la competizione indebolisce tutti e l’eradicazione dell’eccesso disturba la piantula che vogliamo tenere.

7. Vetro o ombreggiante?

La scelta dipende dalla latitudine.
Al sud, dove già in Marzo il sole è molto caldo, il vetro serve esclusivamente d’inverno, per le semine precoci o per il tropicale. Trovo molto più efficace ombreggiare la zona semenzaio con telo ombreggiante bianco. Non parliamo dunque di ombra vera e propria ma di luce soffusa, smorzata, come un sottobosco illuminato gentilmente. Ricordate che se durante la germinazione il terriccio intorno al seme diventa secco o troppo caldo il germoglio muore, sono delicatissimi in questa fase e necessitano di molta cura.

semenzaio vetro eva polare8. Segna i nomi

Segnala bene che semi hai messo e dove. Dopo innumerevoli docce anche i pennarelli più tenaci cedono e sbiadiscono. Ancora non ho trovato il metodo ecologico definitivo per sapere sempre dove ho seminato cosa. Se si usano gli alveoli di polistirolo il pennarello indelebile rimane, ma se utilizzo contenitori riciclati e materiale di recupero non funziona.
Trovo efficace creare una mappa cartacea o digitale con il nome e la posizione in semenzaio di ogni varietà.

semina eva polare permacultura9. Tieni un calendario

Il diario di semina aiuta a memorizzare gli esperimenti fatti e a comprendere meglio le temperature e le stagionalità del proprio microclima. Annotare periodo, temperatura, varietà seminate, successi ed insuccessi, crea una mappa mentale dal valore inestimabile. Serve principalmente i primi anni per prendere la mano.

Insomma! Seminare con successo richiede pratica, intuito e cura.
Buona semina!

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  • Come creare un giardino di riproduzione con la permacultura. Ovvero Lavora dal Modello al Dettaglio
  • Semi domestici. Ovvero Usa e Valorizza la Diversità.
  • Come raccogliere le selvatiche e seminarle in selvaggio. Ovvero Usa i Limiti e Valorizza i Margini
  • Conservare e divulgare. Ovvero Cattura e Immagazzina Energia

Eva Polare e co-fondatrice di Sementi Indipendenti e Semi Nativi. Per seguire i suoi progetti, partecipare e divulgare:

Fb: Sementi Indipendenti
Web: www.sementiindipendenti.com

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Il mondo dei semi. Introduzione

Eva Polare della Rete Permacultura Sicilia ci parla di come la Salvaguardia dei Semi sia fondamentale per la vita, la rete la comunità tutta. Prendersi cura di un seme ci connette direttamente al processo creativo di vita/morte della natura e alla sua ricchezza.

Mondo semi eva polare permacultura

Da qualche anno, fortunatamente, i semi e la loro importanza sono entrati nella ‘moda’ mondiale come lo yoga, le diete vegane e vegetariane e l’essere sostenibili. Indipendentemente dal grado di consapevolezza con il quale ci si dedica a queste pratiche considero un bene la loro divulgazione verso più gente possibile. Come diceva il saggio…”non importa il colore della barca se ti porta dall’altro lato del fiume”.

Quando parliamo si Salvaguardia dei Semi le motivazioni più comuni sono molte e importantissime; lo facciamo per mantenere la scelta su come nutrirci (sovranità alimentare), per mantenerci in salute (perché le varietà tradizionali sono più integre in termini di nutrienti), per la biodiversità, per conservare la nostra cultura e coltura, per garantirci una base genetica per le successive generazioni di piante, per sostituire i contadini della scorsa generazione.

Per me è stata una ritorno alle origini, un ritrovare l’Eva Bambina che amava raccogliere, osservare e giocare con i semini

Il senso di cura e di creazione che mi trasmette il lavoro con i semi appaga profondamente molti aspetti del mio essere, la connessione alla vita, il creare vita, la rete, comunità, il gusto, le tradizioni; ogni piccolo seme contiene in se la storia del mondo da cui proviene, e, se ascoltiamo con attenzione, possiamo perfino sentirla.

Il Seme è la base di tutta l’evoluzione

Ogni seme che riproduciamo dà vita a centinaia di altri semi, che con la cura possono diventare altrettante piantine e in modo direttamente proporzionale riprodursi fino a tendere all’infinito. Per cui, prendersi cura di un seme ci connette direttamente al processo creativo di vita/morte della natura e alla sua ricchezza.

Custodire una ‘banca’ dei semi appaga in modo profondo le paure relative all’abbondanza e alla mancanza, con qualche sacchetto di semi, mi sento protetta dall’ancestrale fame e garantita nel futuro.

semi antichi siciliani permaculturaScorre in loro la forza della moltiplicazione e dell’abbondanza

Per questo il Seme non può essere considerata una merce, perché non lo è. I Semi sono un diritto.

Quando riceviamo un Seme da piantare stiamo ricevendo un potere, e come lo zio Ben ci ricorda “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

Nei prossimi articoli esploreremo l’aspetto convenzionale e non convenzionale della salvaguardia dei Semi. Un viaggio che mi ha portato a trasformarmi e ricostruirmi, esprimermi, non più in forma concentrata, ma in forma amplificata, come seme che diventa pianta.

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Eva Polare e co-fondatrice di Sementi Indipendenti e Semi Nativi. Per seguire i suoi progetti, partecipare e divulgare:

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Salviamo le verdure!

In Sicilia da qualche anno associazioni come SemiNativi, gruppi informali come Sementi Indipendenti banca dei semi, e privati si adoperano per tutelare la biodiversità delle varietà da orto che rischiano di sparire. Ce ne parla Eva Polare della Rete Permacultura Sicilia.

semi indipenenti permacultura sicilia

La “questione dei semi” è ormai un argomento di dominio pubblico. Siamo per lo più a conoscenza delle multinazionali delle sementi, della loro idea di progresso e delle realtà che si oppongono a questo.

Il patrimonio genetico mondiale di piante da orto si è ridotto del 90% nell’ arco di 70 anni (Vandana Shiva, 2012). Anche in Italia abbiamo subito tali perdite ma, per fortuna, positivo e negativo si alternano costantemente. Da questo panorama disastrato sempre più realtà di salvaguardia emergono recuperando la biodiversità locale.

seminativi permacultura evaAlla base di questa dissipazione di diversità c’è l’intramontabile dualismo tra progresso tecnologico e progressione naturale

Da un lato, le aziende e la comunità scientifica ufficiale si uniscono per dichiarare che il controllo della qualità delle sementi è necessario per uniformare la produzione e tutelare i consumatori, dall’altro i contadini e le comunità di salvaguardia ufficiose ricordano la necessità di diversità locale e resilienza propria degli ecosistemi per evolverci senza finire in vicoli geneticamente ciechi.

Il mercato si riempie di piantine ibride F1, i semi non registrati alla C.R.E.A. non sono commerciabili e gli, ormai anziani, contadini mettono i loro semi nel cassetto, dimenticandoli.

In Sicilia da qualche anno associazioni come SemiNativi, gruppi informali come Sementi Indipendenti banca dei semi, e privati si adoperano per tutelare la biodiversità delle varietà da orto che rischiano di sparire.

Il processo è simile a quello avvenuto in India con Navdanya, in Francia con Kokopelli e al nord Italia con Civiltà Contadina; si raccolgono i semi dai contadini e contadine più anziani, si rimettono in rete affidando ad ogni agricoltore e agricoltrice una sola varietà di cui si prenderà cura riproducendone i semi in grande numero.

La punta dell’iceberg e chiara, ma cosa succede sotto?

Sotto c’è una rete, con ancora qualche buco, che include:
• Recuperare e catalogare i semi
• Testare e verificare i semi raccolti
• Conservarli nei modi adeguati
• Identificare i futuri riproduttori
• Formare nuovi riproduttori per assicurare una progenie sempre sana e vitale
• Creare una rete digitale e mezzi di comunicazione adeguati ai tempi odierni
• Comprendere le leggi in vigore e proporre alternative sostenibili
• Creare reti di consumo nei “nuovi” vegetali per assicurarne la divulgazione

Sementi Indipendenti e SemiNativi lavorano insieme per assicurare che tutti questi punti siano sviluppati in modo da creare una rete salda e duratura.

I principi su cui progettano sono quelli della Permacultura. Questo garantisce loro una visione ampia e partecipata, che costruisce verso modelli creati ad hoc per il luogo e le comunità coinvolte, garantendo, alla lunga, la resilienza tipica dei sistemi naturali.

semi antichi siciliani permaculturaSementi Indipendenti, banca dei semi, raccoglie e conserva varietà da orto naturali siciliane, italiane e mondiali. Tiene banchetti di distribuzione e divulgazione e organizza corsi per in-formare nuovi seminatori/riproduttori. Fornisce semi su richiesta e li assegna a seconda del livello di esperienza richiedendo però i semi indietro una volta riprodotti.

Semi Nativi invece si focalizza sul recupero delle sementi di orticole con più di 50 anni di storia in Sicilia, recluta aziende e privati già esperti nella riproduzione per fare eseguire test, riprodurre le varietà e immettere sul mercato vecchi/nuovi vegetali. Infine tesse reti di connessioni con altri organi istituzionali come banche del germoplasma, le università e gli altri gruppi di salvaguardia della biodiversità siciliana.

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  • La semina intuitiva. Come connettersi prima dell’azione. Ovvero Osserva e Interagisci e Applica l’Autoregolazione
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  • Semi domestici. Ovvero Usa e Valorizza la Diversità.
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