La semina intuitiva: osserva e interagisci.

Di Eva Polare

24/10/2018

Semina intuitiva permacultura

È autunno o come la chiamo io “la seconda primavera”. La Sicilia in questo periodo rinasce.

La calura estiva, rinfrescata dalle piogge, ricrea le condizioni idonee alla germinazione e, osservando bene la terra incolta, si possono vedere i germogli, alcuni appena spuntati altri già sviluppati, ed è interessante notare dove nascono quelli che hanno più successo.

Andando molto vicino mi piace guardare il tipo di terriccio in cui affondano la prima radichetta, quanti millimetri di foglie e rametti li ricoprono, le curve del terreno in cui si depositano con lo scorrere delle acque e come si posizionano rispetto alle altre piante, il sole o l’ombra che ricercano.

Le selvatiche sono delle vere maestre!

Mostrano come la ghiaia fine è adatta alla germinazione dell’inula o come l’hummus ombroso del bosco ospita meglio ortiche o come il farinello preferisce il pieno sole.

Ma come applicare questi preziosi insegnamenti alle nostre docili orticole? Come si seminerebbe il fagiolo in natura? E il pomodoro? Se fossi una pianta madre come farei ad assicurare che la mia discendenza proliferi? Che meccanismi userei?

eva polare permacultura corso salvaguardia semiPer rispondermi ho cercato di ‘essere seme‘, di identificarmi con il sacchettino di vita che tenevo tra le mani. Ho ascoltato con i sensi sottili la storia della pianta in potenza che il seme racchiude. Che tipo di radice avrei gettato? Che frescura o calore necessito per sentirmi pronto a spaccare il tegumento? E così via, dedicando minuti al silenzio, all’ascolto e alla visualizzazione.

Piano sento il calore del sole, la frescura del terreno, la pressione del fogliame che composta sopra di me. Sento l’umidità giusta per il primo assorbimento dell’ acqua, immagino di gonfiarmi, scaldarmi, trasformarmi….il processo continua, divento germoglio, foglioline, fusto….le temperature esterne mutano la mia crescita, il cibo mi supporta nel fare i boccioli, i fiori, i frutti, altri semi…..il frutto cade, si decompone. Io, nuovo seme, ormai nel freddo invernale, aspetto di ricominciare.

Certo ci vuole un po di esercizio per riuscirci ma è solo una capacità umana non allenata.

Ai corsi di salvaguardia dei semi pratichiamo insieme la meditazione ‘essere seme‘ per sviluppare la parte sensibile. Ormai siamo abituati a mettere tutto in categorie standardizzate, ma è proprio degli organismi viventi essere differenti.

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Eva Polare al Laboratorio “Conservazione riproduzione e salvaguardia dei semi” presso il Filo di Paglia di Comiso (RG)

La capacità di adottare un approccio intuitivo alla semina non esclude certamente il metodo razionale. È piuttosto un’integrazione, uno strumento differente per garantirci un posto nell’ecosistema.

Fermarsi ad ascoltare le esigenze del seme viaggiando con la propria ‘immaginazione’ ci prepara all’atto di seminare consapevolmente ed è un ottima scusa per rilassarsi un po!

Eva Polare e co-fondatrice di Sementi Indipendenti e Semi Nativi. Per seguire i suoi progetti, partecipare e divulgare:

Fb: Sementi Indipendenti
Web: www.sementiindipendenti.com

Fb: Semi Nativi
Web: www.seminativi.it

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